zidane pele maradona louis vuitton 468x272 Tre miti del calcio e una valigia Louis Vuitton

Pelè, Maradona e Zidane, anche detti O Rei, el Pibe e Zizou, ovvero la «Santissima trinità» del football giocano a calcio balilla in un locale di Madrid, il Café Maravillas, tra bicchieri e tazzine vuote, giornali stropicciati, una borsa e un trolley con le iniziali Z.Z. e una borsa: ecco la nuova campagna pubblicitaria di Louis Vuitton.

Dopo Gorbaciov, la Deneuve, Steffi Graf e Andre Agassi, Coppola padre e figlia e altri, è il turno dei calciatori, tempistica perfetta con l’avvio dei Mondiali in Sudafrica, quando mezzo mondo non farà che parlare di calcio. Le valigie (il trolley Pégase personalizzato con il servizio Mon Monogram e la sacca da viaggio Keepal) sono ancora più decentrate rispetto ai precedenti ritratti, firmati come quest’ultimo da Annie Leibovitz.

«I testimonial che abbiamo scelto sono persone universalmente riconosciute per aver vissuto vite piene e influenti e aver compiuto viaggi personali interessanti— spiega Yves Carcelle, carismatico presidente e Ceo dell’azienda —. Scopo della campagna è concentrarsi nuovamente sul viaggio come valore centrale della Louis Vuitton e ricordare al nostro pubblico mondiale una storia lunga 150 anni».

Sui tre e sulla loro partita di calcetto è stato girato un video (dal 17 maggio sul sito louisvuittonjourneys.com). Fra loro, atmosfera di «divertimento e amichevole rivalità», dice l’azienda in una nota. Ma c’è un «giallo»: secondo la stampa spagnola neppure la Leibovitz sarebbe riuscita a mettere davvero insieme Pelè e Maradona, che notoriamente non si stanno per niente simpatici. All’appuntamento per le foto, Maradona si sarebbe presentato con un mostruoso ritardo, tanto da indurre la celebre fotografa a scattare con Zidane e Pelè e, solo in un secondo momento, con l’argentino, unendo poi il tutto. L’azienda glissa. Al «Maravillas» raccontano ora che «è vero, Maradona arrivò in ritardo quel 9 marzo ma c’è stato un momento in cui i tre sono stati nel caffè contemporaneamente». Così il «giallo» resta e anche quello, in fondo, fa parlare del marchio che, in questo scorcio di 2010 ha messo insieme numeri da record: nel primo trimestre Lvmh è cresciuto dell’11%, fatturando 4,47 miliardi di euro.