La prima immagine della campagna pubblicitaria dedicata alla collezione primavera/estate 2010 di Alexander McQueen è stupefacente, magnetica e attraente per l’accavallarsi di allusioni simboliche e illusioni ottiche che si muovono languide in un continuo gioco erotico e mimetico.
La modella Raquel Zimmermann fotografata da Nick Knight è stesa su un giaciglio di serpenti che si arrampicano e si attorcigliano a gambe e braccia, mimetizzandosi tra i colori del vestito.
Ai piedi le armadillo shoes, le nuove scarpe di Mcqueen che hanno affascinato e fatto discutere anche a causa del rifiuto di indossarle in passerella avanzato da alcune modelle, e addosso un abito della collezione estiva del visionario stilista inglese ispirata all’Atlantide di Platone.
La foto della campagna pubblicitaria è tratta dal video che veniva mandato in onda durante le sfilate, con Raquel Zimmermann, sdraiata sulla sabbia, nuda, e quei serpenti che lentamentamente salivano sul suo corpo.
McQueen definisce la sua collezione una previsione apocalittica del futuro, nel quale, dopo un collasso ecologico del mondo, il genere umano potrebbe evolversi e mescolarsi alle creature marine e ai rettili. La sua arte nasce proprio da questa ibridazione biologica della donna: le stampe, i tagli degli abiti e le proporzioni delle calzature sono influenzate dalla sua visione. Una moda inquietante e affascinante al tempo stesso che ci lascia in attesa degli sviluppi futuri dell’estro di questo stilista londinese che siamo sicuri abbia ancora molto dire.



























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