La storica pasticceria napoletana Scaturchio va all’asta. La data è fissata per il 7 maggio prossimo con una base di 1 milione di euro e la speranza di raggiungere almeno il valore di mercato attribuito ai marchi Giovanni Scaturchio, Babà Vesuvio e Ministeriali: 4 milioni di euro.
La gloriosa azienda Scaturchio, che ha lavorato prima al servizio dei re d’Italia, poi dei grandi del G7, quindi del Vaticano e del Papa, dal punto di vista contabile si è mostrata traballante e poco accorta tanto da dichiarare il fallimento.
«Da Scaturchio si serve solo il fresco, l’olio si cambia tutti i giorni e c’è una attenzione maniacale alla qualità. Il che comporta spese altissime— spiegano dalla pasticceria — ma anche ritorni e consensi notevoli. Senza considerare che un enorme patrimonio è costituito anche da una forza lavoro che è riuscita a produrre utili anche in assenza di un piano marketing».
Ci sono aziende napoletane di nome che hanno già manifestato il loro interesse per rilevare marchio e prodotti. Si fanno i nomi di Sire, D’Angelo, Bellavia. Ma è ancora presto per fare previsioni.





























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